Da Artemidoro a Freud e Jung: breve storia dell'interpretazione dei sogni
Di OpenField Studio · Pubblicata il 2 novembre 2026
L'idea che i sogni significhino qualcosa è antichissima. Cambia però ciò che si cerca: per secoli è stato soprattutto il futuro, nel Novecento diventa la psiche e oggi, per la neurobiologia, anche il funzionamento del cervello. La Smorfia è solo una tappa popolare di questa lunga storia.
Artemidoro e l'Oneirocritica
Nel II secolo d.C. Artemidoro di Daldi scrisse l'Oneirocritica, un'opera in cinque libri che condensa il sapere antico sull'arte di interpretare i sogni. Non è una semplice raccolta di curiosità: il primo e il quarto libro si aprono con un'esposizione sistematica del metodo. Il primo è dedicato al corpo umano, il secondo a temi come natura, animali, dei e volo, mentre gli ultimi due, dedicati al figlio, offrono esempi pratici.
Artemidoro distingue tra i sogni legati al passato e al presente e quelli relativi al futuro. L'opera ebbe una lunga fortuna: la prima edizione a stampa in greco uscì a Venezia nel 1518. Chi sfoglia oggi un libro dei sogni, Smorfia compresa, può riconoscervi un'idea simile: associare immagini a significati stabiliti da una tradizione.
Freud e il sogno come via all'inconscio
L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud (Die Traumdeutung) fu pubblicata il 4 novembre 1899, con la data del 1900 in copertina. Il cambio di prospettiva è netto: il sogno non guarda al futuro ma all'interno della persona. Per Freud il motore dei sogni sono i desideri inconsci.
Le sue due nozioni più note sono:
- contenuto manifesto: ciò che il sognatore racconta al risveglio;
- contenuto latente: ciò a cui il sogno allude di nascosto, da ricostruire attraverso l'analisi.
Freud non proponeva quindi un dizionario valido per chiunque. L'interpretazione passava dal lavoro con la singola persona: una differenza importante rispetto ai libri dei sogni.
Jung e l'inconscio collettivo
Carl Gustav Jung fu vicino a Freud prima di allontanarsene. Nel viaggio verso gli Stati Uniti del 1909 i due analizzarono l'uno i sogni dell'altro. Jung sviluppò l'idea di un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi, accanto a quello individuale. Sul sogno propose una funzione diversa: i sogni possono compensare atteggiamenti unilaterali tenuti da svegli. Non più solo un desiderio nascosto, quindi, ma anche un possibile riequilibrio.
La svolta del laboratorio
Nel 1953 Eugene Aserinsky descrisse la fase REM e lo studio dei sogni entrò nei laboratori del sonno. Nel 1977 J. Allan Hobson e Robert McCarley proposero la teoria dell'attivazione-sintesi, secondo cui i sogni derivano dall'attivazione del cervello durante il REM. Altri studiosi, come Mark Solms, hanno contestato un legame diretto tra REM e sogni. Il dibattito è ancora aperto, come raccontiamo in perché sogniamo.
Tre domande diverse
| Chi | Che cosa cerca nel sogno |
|---|---|
| Libri | Il significato tradizionale di un'immagine: Artemidoro, Smorfia |
| Clinica | Ciò che il sogno dice della persona: Freud, Jung |
| Scienza | Come e perché il cervello produce i sogni: studi sul sonno |
Tenerle separate aiuta. La Smorfia è un patrimonio culturale, la psicoanalisi è una pratica con una propria tradizione e la ricerca sul sonno ha i suoi metodi. Nessuna di queste strade permette di leggere il futuro.